Valenza, scontro sulle nomine dell’Uspidalì: Pd e Lega attaccano
L'Uspidalì di Valenza
Politica, Società
enrico bussetti  
12 Ottobre 2026
ore
16:47 Logo Newsguard
La polemica

Valenza, scontro sulle nomine dell’Uspidalì: Pd e Lega attaccano

Il nuovo cda della casa di riposo diventa un caso politico: i dem difendono Ermes Gatti, il Carroccio parla di accordi sottobanco. La replica del sindaco

VALENZA – Le nomine del nuovo consiglio di amministrazione dell’Uspidalì di Valenza si trasformano in un caso politico. La casa di riposo cittadina ha il suo nuovo direttivo, con Giuseppe Gatti presidente e Veronica Mazza, Gino Santapà, Andrea Assini e Rosa Branchesi consiglieri. Le scelte del sindaco Luca Ballerini (Gatti, Mazza e Santapà, nello specifico) hanno però sollevato un polverone: il Partito Democratico e la Lega le hanno contestate con due comunicati senza esclusione di colpi, a cui il primo cittadino ha risposto a tono.

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Quattro candidati per tre posti

Le domande erano quattro per tre posti e tutti i candidati arrivavano dalle amministrative 2026. Giuseppe Gatti si era candidato con Forza Italia, supportando Alessia Zaio, mentre Mazza era nella lista del Pd ed Ermes Gatti in una civica, entrambi a sostegno di Marilena Griva. Santapà, invece, si era presentato con Valenza Futura, nella coalizione di Ballerini. Il grande escluso è stato Ermes Gatti, medico proprio come il sindaco, ed è da qui che parte la polemica.

Il Pd: «Una risposta infelice e supponente»

I ‘dem’ parlano di «contraddizioni» nelle dichiarazioni del sindaco, che «a seconda dei casi» avrebbe giustificato le sue scelte con l’esperienza, la giovane età o le competenze professionali. Il punto politico principale è la presidenza affidata a un esponente di Forza Italia. «Ballerini – scrive il Pd – assicura di non aver subito imposizioni dai partiti, ma le imposizioni sono una cosa, gli accordi politici un’altra». Il partito si chiede quindi se si tratti di «una coincidenza» o del «risultato di impegni presi durante la campagna elettorale e oggi puntualmente mantenuti».

Il Pd difende poi apertamente Ermes Gatti, descritto come un medico che «ogni settimana dedicava ore alla struttura» per seguire i propri pazienti ricoverati, e che conosce bene norme, convenzioni e risorse delle Rsa. Nel mirino c’è soprattutto la motivazione dell’esclusione: Ballerini, anche lui medico, aveva spiegato che quelle competenze potevano essere «coperte» da lui stesso. «Una risposta – attaccano dal centrosinistra – davvero infelice, che troviamo anche piuttosto supponente. Il fatto che il sindaco sia medico non significa che possa sostituire il contributo professionale che Ermes Gatti avrebbe potuto offrire. Amministrare significa anche saper riconoscere le competenze degli altri, non ritenere che le proprie possano sostituirle».

La Lega: «Accordi sottobanco»

Ancora più duro il Carroccio, che parla esplicitamente di «accordi pre-elettorali presi sottobanco, nella più totale assenza di rispetto verso gli elettori e i cittadini». La Lega chiede all’amministrazione di spiegare perché «tanti candidati della coalizione pro Ballerini, dichiarati validi e competenti in campagna elettorale», non siano stati scelti per i ruoli di vertice dell’Uspidalì.

Il partito allarga poi il fronte ad altre due scelte del sindaco. La prima è la nomina in commissione Bilancio di «un esponente di minoranza non indicato dalla minoranza stessa», parlando, ovviamente, di Luca Merlino. La seconda è l’assunzione «di un ex consigliere comunale, all’opposizione nella passata consiliatura, per gestire i rapporti con le istituzioni e monitorare l’avanzamento del programma elettorale»: anche qui non serve Sherlock Holmes per cogliere il riferimento a Guido Capuzzo Lamperti, grande ex proprio della Lega i cui rapporti con i verdi, per usare un eufemismo, non sono idilliaci.

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«Il sindaco – ironizzano – ha davvero bisogno di una persona che monitori le sue promesse elettorali? Basterebbe mantenerle».

Ballerini: «E Veronica Mazza?»

La replica del sindaco non si è fatta attendere, con il cardiologo che ha scelto il contrattacco. Ai dem, suoi vecchi alleati, rinfaccia una dimenticanza: «Stupisce che il comunicato del Pd si concentri tutto sulla mancata nomina del dottor Gatti e sulla presidenza dell’altro Gatti, senza spendere una parola di stima per la nomina di Veronica Mazza: l’unica donna, giovane, capace e candidata proprio nella lista del Pd. È forse considerata meno degna del ruolo? Dove sono finite le tante belle parole sull’importanza dei giovani e sul ruolo delle donne? O, forse, la sua nomina non è stata gradita perché non è attaccabile?».

Per il partito del neocommissario Manuel Hysa, invece, la stoccata è sul piano dei numeri: «Agli amici della Lega, probabilmente meno informati visto che non esprimono neanche un consigliere comunale, ricordo che le domande erano quattro per tre posti e che i nomi sono stati scelti tra quei quattro: un candidato di Forza Italia, una del Pd e uno di Valenza Futura. Mi spiace dire ai due partiti che contestano che i tempi sono cambiati: si nominano le persone per quello che sono, non come portatrici di simboli, a prescindere dalle qualità personali».

 

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