Economia
L'allarme
Dopo il tavolo regionale sull'emergenza idrica, l'organizzazione agricola sollecita l'attivazione delle procedure straordinarie. "Le imprese sono costrette a scegliere quali colture salvare"
14 Luglio 2026
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07:17
ALESSANDRIA - La siccità continua a mettere sotto pressione l'agricoltura piemontese. Anche la provincia di Alessandria guarda con crescente preoccupazione all'evoluzione della stagione estiva. Dopo il Tavolo per l'emergenza idrica convocato dalla Regione Piemonte, Coldiretti Piemonte chiede l'attivazione immediata dello stato d'emergenza . Ritenendo ormai insufficiente la gestione ordinaria della crisi. Secondo l'organizzazione agricola, il perdurare di temperature superiori alla media e la costante diminuzione delle risorse idriche stanno compromettendo la tenuta delle aziende agricole e la produzione di numerose colture. Piogge dimezzate e fiumi sempre più in sofferenza I dati di Arpa Piemonte delineano uno scenario sempre più critico. Nell'ultimo trimestre primaverile le precipitazioni sono diminuite di circa il 50% rispetto alla media . Mentre le temperature hanno superato di 1,5 gradi i valori climatici di riferimento. A questo si aggiunge una disponibilità di neve in quota inferiore del 30% rispetto alla norma . Con conseguente riduzione delle portate dei fiumi e progressivo abbassamento delle falde acquifere. Una situazione che interessa l'intero territorio regionale, compresa l'area alessandrina, dove la disponibilità d'acqua rappresenta un elemento fondamentale per le produzioni agricole. "Gli agricoltori scelgono quali colture salvare" «Ci troviamo al punto che gli imprenditori agricoli devono decidere quali colture portare avanti, mantenendo uno stato idrico sufficiente, a discapito di altre», spiegano Cristina Brizzolari , presidente di Coldiretti Piemonte , e Bruno Rivarossa , delegato confederale. Secondo Coldiretti questa situazione comporta inevitabili ripercussioni sia sulla capacità produttiva sia sulla redditività delle aziende . Peraltro già penalizzate dall'aumento dei costi di produzione. L'associazione ribadisce la necessità di investire sulle infrastrutture idriche attraverso il potenziamento della rete, la riduzione delle perdite e la realizzazione di invasi e sistemi di accumulo . Che siano quindi capaci di garantire maggiore autosufficienza al comparto agricolo. «Occorre attivare subito tutti gli strumenti affinché le imprese possano continuare a operare e il tessuto imprenditoriale non venga ulteriormente penalizzato. Per questo vanno avviate immediatamente le procedure per la richiesta dello stato d'emergenza», concludono Brizzolari e Rivarossa. L'obiettivo è consentire alle aziende agricole piemontesi di affrontare la crisi idrica. Che, secondo le previsioni, potrebbe aggravarsi ulteriormente nelle prossime settimane.