Economia
Il caso
La Fai lancia l’allarme: gasolio oltre i 2 euro al litro, imprese in perdita e rischio blocco nazionale dei servizi
13 Aprile 2026
ore
07:23
ALESSANDRIA - Il settore dell’ autotrasporto italiano è sempre più vicino al collasso. E, senza risposte immediate del Governo, si profila un fermo nazionale dei servizi a partire dal 17 aprile . A lanciare l’allarme è la Fai-Associazione Provinciale di Alessandria, che denuncia una situazione ormai insostenibile per le imprese del comparto. Il nodo principale resta il costo del carburante: il gasolio ha superato stabilmente i 2 euro al litro , con punte ancora più elevate sulla rete autostradale. Secondo i dati diffusi, il prezzo del gasolio ha raggiunto quota 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria , generando un impatto economico pesantissimo. Per ogni veicolo pesante si stima un aggravio fino a 9.000 euro annui di extracosti , una cifra che mette a rischio la sostenibilità di migliaia di aziende. Le imprese del settore, sottolinea la FAI, stanno ormai lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori aumenti. Le richieste al Governo La categoria denuncia la mancanza di risposte concrete e il mancato recepimento delle proposte di modifica al decreto-legge n. 33/2026 , ritenute fondamentali per affrontare l’emergenza. Secondo l’associazione, la proroga del taglio delle accise di 20 centesimi al litro è stata di fatto annullata dall’aumento del prezzo industriale. Per questo vengono richiesti interventi immediati, tra cui il credito d’imposta da 100 milioni , ristori per le imprese e misure a sostegno della liquidità. La situazione potrebbe portare a una mobilitazione senza precedenti del settore. Il Comitato Esecutivo di Unatras , convocato per il 17 aprile a Roma, valuterà infatti l’attuazione del fermo nazionale dei servizi. Una decisione che, se confermata, avrebbe conseguenze rilevanti su logistica, filiera produttiva ed economia italiana , fortemente dipendenti dal trasporto su gomma. Un settore strategico in difficoltà «Senza un cambio di rotta immediato – si legge nella nota – sarà impossibile garantire la continuità dei servizi». Il rischio concreto è quello di mettere in crisi un comparto strategico, già provato dall’aumento dei costi e dalla pressione internazionale. Un segnale forte che richiama l’urgenza di interventi strutturali per evitare il blocco di un settore chiave per il Paese.