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La Primavera/Estate della Maison alessandrina si ispira al capolavoro cinematografico del 1942 e alle atmosfere marocchine. Nell’anno del 170° anniversario tornano anche dettagli custoditi negli archivi storici
25 Settembre 2026
ore
09:22
ALESSANDRIA – Borsalino torna idealmente a Casablanca . Per la Primavera/Estate 2027 la storica Maison alessandrina sceglie le atmosfere del film del 1942 e l'eleganza senza tempo di Humphrey Bogart e Ingrid Bergman come punto di partenza per una collezione che intreccia cinema, suggestioni marocchine e 170 anni di storia. Il bianco delle architetture e dello smoking di Bogart, il nero del papillon, il trench diventato un'icona, i colori pastello indossati da Bergman, il blu dell'Atlantico e poi ocra, marroni e rossi delle spezie e della terra. Casablanca diventa una tavolozza , tradotta in materiali, forme e lavorazioni attraverso il savoir-faire di Borsalino. Da Ingrid Bergman all’“Ultra Feminine” L'eleganza femminile trova spazio nel capitolo Ultra Feminine . Mouna è una nuova visiera in raso lucente con un lungo foulard, mentre Tamara abbina una grande falda spiovente a una maxi-cinta tricolore. Frida rilegge invece la classica magiostrina con tesa media e piatta e una calotta più profonda. Anche i nomi dei colori raccontano il viaggio: Royal Casablanca, Self Tie, Humphrey Trench e Ingrid Rose rimandano direttamente al film e ai suoi protagonisti. Tamaris Blue guarda all'oceano e ai cieli marocchini; Spice Ocra, Medina Brown, Tajine Red e Café Americain conducono invece tra mercati, pietra e spezie. Le architetture del Marocco diventano cappelli Dalla pellicola il viaggio passa alla Casablanca reale. Le aperture arabeggianti degli edifici ispirano lavorazioni traforate e giochi di luce sui modelli Ferrac, Claude e Lisa . Mentre Koko e Kikka richiamano con il punto maglia le geometrie dei minareti. Gli interni marocchini suggeriscono fibre naturali e tonalità calde. Federico, uno dei modelli iconici della Maison, viene reinterpretato attraverso una rafia mélange naturale e color caffè realizzata in Madagascar . Gli Zellige , i mosaici geometrici della tradizione marocchina, diventano invece nastri e intrecci su diversi modelli. In Sophie, protagonista del capitolo Casablanca Majolica, una cinta decorata può essere rimossa dal cappello e trasformata in bandeau. La lavorazione marocchina della pelle ispira la linea Maroquinerie, tra camoscio, incisioni e soluzioni funzionali. Il dialogo si allarga inoltre alle borse Borsalino realizzate in licenza con Gamat ,. Dove rafia, raso, pelle e gros grain riprendono forme e codici propri dei cappelli. Borsalino, 170 anni tra archivio e futuro La collezione assume un significato particolare perché arriva nell'anno del 170° anniversario di Borsalino . La Maison torna così anche nei propri archivi recuperando dettagli con più di ottant'anni di storia. Ricompaiono Razzo , cinta ideata nel 1939 e caratterizzata dal fiocco spostato verso il retro, e Ape Bicolore , nata nel 1942. Torna anche Tati, reinterpretata su un bandeau in pelle. Non si tratta, dunque, di riprodurre semplicemente l'immaginario di Casablanca. Borsalino lo utilizza come scenario nel quale cinema, cultura marocchina e patrimonio della Maison...