Nautica italiana da record: fatturato a 8,72 miliardi, dominio mondiale nei megayacht
Nel 2025 il settore cresce dell’1,4% e raggiunge un nuovo massimo storico. In portafoglio 568 megayacht contro i 171 della Turchia. In difficoltà, invece, il mercato delle imbarcazioni sotto i 24 metri
GENOVA – L’industria italiana della nautica da diporto aggiorna ancora il proprio record. Nel 2025 il fatturato ha raggiunto 8,72 miliardi di euro, con una crescita dell’1,4% rispetto all’anno precedente.
I dati, diffusi alla vigilia del Salone Nautico di Genova, confermano la forza di un comparto fortemente orientato all’export e capace di impiegare direttamente 32.420 addetti, che salgono a circa 170mila considerando l’indotto. Il settore genera inoltre il 3,32 per mille del Pil nazionale.
Numeri positivi, anche se lontani dagli incrementi a doppia cifra registrati in passato. A pesare è soprattutto la difficoltà della fascia media del mercato: il comparto delle imbarcazioni sotto i 24 metri perde il 9%.
L’Italia domina nei megayacht
È nell’alto di gamma che il Made in Italy continua invece a mostrare tutta la propria forza. Il portafoglio ordini italiano conta oggi 568 megayacht, una distanza molto ampia dalla Turchia, seconda con 171 unità. L’analisi dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, realizzata in partnership con Fondazione Edison e con la collaborazione di Iulm Comar, indica inoltre per il 2026 una crescita stimata attorno al 5%.
«L’industria nautica è forte, capace di raggiungere un nuovo massimo storico in uno scenario internazionale profondamente cambiato – commenta Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica –. Essere leader significa anche saper leggere questi cambiamenti e anticiparli».
Due mercati che viaggiano a velocità diverse
Il quadro, infatti, non è uniforme. Stefano Pagani Isnardi, direttore dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, sottolinea come il 2025 abbia confermato una performance complessivamente positiva, ma anche l’esistenza di dinamiche molto differenti. «La produzione italiana è fortemente posizionata sull’alto di gamma nella cantieristica e sulle forniture destinate ai superyacht. Parallelamente, la piccola industria nautica registra per il secondo anno consecutivo una contrazione significativa».
Una forbice che racconta un comparto nel quale i grandi yacht continuano a sostenere produzione ed esportazioni, mentre le imbarcazioni destinate a una clientela più ampia risentono maggiormente delle difficoltà economiche.
I distretti della nautica italiana
Per Marco Fortis, direttore e vicepresidente di Fondazione Edison, la nautica rappresenta «uno dei casi più significativi di crescita internazionale della manifattura italiana».
La forza del settore deriva anche da una rete di distretti produttivi altamente specializzati. Circa il 90% della produzione si concentra in poche aree: una parte rilevante nell’Alto Mediterraneo, tra Liguria e Toscana, e il resto soprattutto nei poli di Forlì-Cesena, Livorno e Massa Carrara.
Un sistema industriale che, pur dovendo fare i conti con la frenata della piccola nautica e con uno scenario internazionale più complesso, chiude il 2025 con il fatturato più alto della propria storia e guarda al 2026 con previsioni nuovamente positive.