San Giovanni Crisostomo, il 13 settembre si celebra il “Bocca d’oro”
Vescovo e dottore della Chiesa, fu uno straordinario predicatore e un tenace avversario di corruzione e privilegi. Morì in esilio nel 407
ALESSANDRIA – Il 13 settembre la Chiesa celebra San Giovanni Crisostomo, vescovo e dottore della Chiesa. Una delle figure più importanti del cristianesimo antico, ricordato soprattutto per lo straordinario talento nella predicazione.
Nato ad Antiochia, mostrò fin da giovane eccezionali capacità nell’arte della parola. Studiò con il celebre retore Libanio, che vedeva in lui un possibile successore, ma Giovanni preferì alla carriera nella retorica lo studio della fede e delle Sacre Scritture. La Bibbia, e in particolare gli scritti di San Paolo, divenne il centro della sua formazione e della successiva attività pastorale.
Dal deserto alla predicazione
Prima di dedicarsi pienamente al ministero, Giovanni visse un’intensa esperienza eremitica. Trascorse sei anni nel deserto, gli ultimi due all’interno di una caverna.
Questa scelta consolidò uno stile di vita improntato alla sobrietà, destinato a caratterizzare anche la sua predicazione. Divenuto sacerdote, conquistò rapidamente grande popolarità per la capacità di spiegare le Scritture con un linguaggio diretto e incisivo.
Le sue parole erano accompagnate da richiami molto concreti. Aiutare i poveri, praticare la carità, rinunciare all’attaccamento al denaro e condurre una vita coerente con la fede cristiana.
Lo scontro con il potere
Nel 397 Giovanni divenne Patriarca di Costantinopoli, succedendo a Nettario. L’ingresso in uno dei luoghi più importanti del potere dell’epoca non modificò però il suo atteggiamento.
Continuò a denunciare apertamente corruzione, privilegi, indolenza e comportamenti che riteneva incompatibili con la vita cristiana, senza risparmiare nobiltà e membri del clero.
La sua intransigenza gli procurò numerosi avversari. A guidare l’opposizione furono in particolare il Patriarca di Alessandria Teofilo e l’imperatrice Eudossia. Nel 403 un sinodo determinò il suo primo esilio, ma le proteste popolari portarono rapidamente al ritorno a Costantinopoli. La tregua durò poco: il 9 giugno 404 una nuova condanna lo costrinse ad abbandonare definitivamente la città.
Perché Giovanni è chiamato “Crisostomo”
Giovanni trascorse gli ultimi anni sottoposto a continui trasferimenti e morì nel 407 a Comana, nel Ponto. La straordinaria capacità oratoria gli valse successivamente l’appellativo di “Crisostomo”, cioè “Bocca d’oro”. Un nome che sintetizza l’eredità lasciata da un predicatore capace di unire eloquenza, studio delle Scritture e critica dei comportamenti del proprio tempo.
Di lui rimangono centinaia di scritti, testimonianza di un pensiero che ha esercitato una profonda influenza sulla tradizione cristiana.