Santi Proto e Giacinto, l’11 settembre si ricordano i martiri di Roma
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11 Settembre 2026
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Santo del giorno

Santi Proto e Giacinto, l’11 settembre si ricordano i martiri di Roma

La loro venerazione è documentata già nel IV secolo. Secondo la tradizione erano due fratelli, schiavi di Eugenia, e contribuirono alla conversione al cristianesimo di Bassilla

ALESSANDRIA – L’11 settembre la Chiesa ricorda i Santi Proto e Giacinto, martiri di Roma il cui culto ha origini molto antiche. La loro memoria compare infatti nella Depositio martyrum romana del 354, una delle più importanti testimonianze dell’antico calendario cristiano.

Proto e Giacinto furono sepolti nel cimitero di Bassilla, oggi conosciuto come cimitero di Sant’Ermete. Nel IV secolo Papa Damaso dedicò loro un’area e rese più agevole l’accesso alle tombe, favorendo così la venerazione dei due martiri.

Le reliquie e la scoperta del 1845

Nell’VIII secolo i pontefici iniziarono a trasferire numerose reliquie dei martiri dalle catacombe alle chiese di Roma. Quelle di San Proto furono traslate nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini.

Per molto tempo si pensò che la stessa sorte fosse toccata alle reliquie di Giacinto. Uno scavo archeologico effettuato il 21 marzo 1845, però, dimostrò che erano rimaste nelle catacombe. Oggi sono custodite e venerate nel collegio di Propaganda Fide.

La tradizione di Proto e Giacinto

Secondo la tradizione, Proto e Giacinto erano due fratelli e schiavi di Eugenia, figlia del nobile romano Filippo, prefetto di Alessandria d’Egitto. Eugenia, dopo essere diventata cristiana ed essere rientrata a Roma, si sarebbe dedicata alla diffusione della nuova fede. Affidò quindi ai due fratelli il compito di istruire nel cristianesimo l’amica Bassilla.

La donna si convertì, ma venne denunciata dal marito. Secondo il racconto tramandato, la condanna coinvolse anche Proto e Giacinto, che affrontarono il martirio per la loro fede. La memoria liturgica dei Santi Proto e Giacinto ricorre l’11 settembre.

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