Alessandria, Ron nel programma di Monferr'Autore
ALESSANDRIA - Anche Ron a Monferr’Autore Festival, la manifestazione diretta da Enrico Deregibus che, tra aprile e luglio, trasformerà la…
ALESSANDRIA – Sarà il duo ‘Bailenga’, composto da Elisa Guarraggi e Pietro Ariotti, il quinto e ultimo finalista a salire sul palco questa sera a Mirabello Monferrato, in occasione del Monferrato Music Contest, inserito nel festival Monferr’Autore. I due cantanti hanno fondato negli anni un progetto musicale che unisce ricerca sulla tradizione popolare, jazz, teatro e musica d’autore.
La storia di Bailenga nasce ad Alessandria, in piazza Santa Maria di Castello, nel 2020. «Ci siamo conosciuti lì – racconta Elisa – suonando per il ritrovo del gruppo di danze e musica folk organizzato da Pietro». Un incontro che nel tempo si è trasformato in un percorso artistico condiviso, fondato sulla riscoperta delle radici musicali e culturali del territorio.
La musica, per entrambi, è arrivata presto. Elisa ricorda il suo primo concerto, quando aveva 17 anni ed era al liceo. «Avevo fondato un gruppo, i Cool Duffers, e mi sono esibita davanti a tutta la scuola durante l’assemblea musicale. Mi sentivo una leonessa».
Per Pietro, invece, la musica è entrata nella quotidianità ancora prima. «Avevo tredici anni e ogni giorno praticavo con gli amici l’arte del freestyle rap; in quegli anni, poi, arrivò anche la realizzazione autonoma di due dischi, un’esperienza che ancora oggi rappresenta una parte importante della mia identità musicale».
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Il percorso dei Bailenga si sviluppa soprattutto lungo il confine tra musica popolare e jazz. «Fondamentali – raccontano – sono stati gli incontri e il confronto con artisti come Gianni Coscia e Daniele Sepe. Un ruolo determinante lo ha avuto anche Franco Castelli, che ci ha indirizzato verso una ricerca sul campo fatta di viaggi, incontri e conoscenza di cantori popolari e cantastorie, tra cui I Brav’Om».
È una ricerca che, per Bailenga, va oltre la dimensione musicale: al centro, infatti, c’è la componente umana e valoriale. Spiega ancora Elisa: «È ciò che nel linguaggio piemontese viene definito ‘gheddu’: qualcosa che si trasmette attraverso il canto e l’esperienza condivisa. L’ispirazione per le nostre opere nasce principalmente da un’urgenza personale di ricerca della bellezza e dal desiderio di condividerla, creando incontri, festa e comunità».
Dentro questa ricerca c’è anche la volontà di raccontare una civiltà contadina che, dopo aver resistito per secoli, è scomparsa in pochissimo tempo. «Nei nostri brani trovano spazio la lotta per il pane, i diritti e la libertà, il rapporto con la natura, la sostenibilità di un mondo tutto biologico, ma anche i guaritori e le guaritrici, gli amici, i padri e le madri e la poesia legata al susseguirsi delle stagioni.»
L’obiettivo non è soltanto recuperare un patrimonio del passato, ma renderlo nuovamente vivo attraverso la musica e il coinvolgimento del pubblico. «Gioia, liberazione, poesia, connessione, voglia di apertura, desiderio di condividere con gli altri e di creare comunità»: è questo ciò che Bailenga spera possa rimanere a chi ascolta i loro brani.
Per dare vita alle nuove composizioni, Bailenga ha scelto la Corsica, territorio che il duo considera profondamente legato all’Oltregiogo novese, in quanto area periferica dell’antica Repubblica di Genova. L’isolamento insulare avrebbe inoltre permesso di conservare un modo di cantare simile alla tradizione genovese. «È proprio da questo rapporto che sono nati anche ‘Bandita’ e ‘Signadure’, i due brani ispirati alla lingua e alla cultura corsa con cui Bailenga ha raggiunto la finale del Monferrato Music Contest 2026».
«La soddisfazione più grande è stata l’aver ridato voce a canti e suoni che ci appartengono» spiega Elisa, sottolineando un altro aspetto che per il duo assume un valore particolare: il coinvolgimento delle nuove generazioni. «È importantissimo vedere i bambini partecipare e assorbire questa bellezza, oggi a rischio di estinzione a causa della globalizzazione».
Il percorso artistico, però, ha portato anche difficoltà e momenti di crescita. Per Elisa, la lezione più importante è stata «imparare a lasciare andare. Mi spiego: lasciare andare aspettative ben definite sul percorso di questo lavoro, sia a livello artistico che economico e logistico» racconta. «La vita del musicista e dell’artista porta con sé una componente di imprevedibilità, alla quale occorre rispondere con una buona dose di fede, forza vitale e flessibilità».
Significa, quindi, rinunciare alla necessità di controllare ogni passaggio e accettare che il valore di un percorso artistico non si misuri necessariamente attraverso il successo economico. «Magari non diventare ricchi economicamente, ma portare bellezza, sorrisi, gioia e riflessioni attraverso la musica» sintetizza Elisa.
La partecipazione al contest per Bailenga è molto importante: «Questo contest rappresenta per noi un’occasione per presentare, nel nostro territorio, i nostri nuovi inediti, e per stringere amicizia con altri artisti attivi vicino a noi», spiega Elisa. Per Pietro, particolarmente legato alla ricerca sulla cultura locale, si tratta anche della «possibilità di divulgare un patrimonio che ritengo ancora poco valorizzato e poco insegnato».
«Ciò che ci distingue nella selezione è proprio la componente tradizionale e di ricerca etnomusicologica del territorio», spiega Elisa, insieme a un modo di fare performance che cambia in base ai luoghi e ai diversi contesti.
Il futuro immaginato dai due musicisti guarda lontano. Elisa sogna di realizzare viaggi di ricerca e scambio culturale fuori dall’Europa, in particolare in Africa e Sudamerica. Pietro pensa invece a un dottorato in Corsica che gli permetta di approfondire la ricerca e di riportare i risultati anche nel territorio d’origine. Tra le idee del duo c’è infine la volontà di esplorare un altro possibile legame: «Andare alla ricerca delle connessioni musicali tra Argentina e Piemonte».
Prima, però, c’è la finale di questa sera, a Mirabello Monferrato. Un appuntamento che per Bailenga non rappresenta soltanto una competizione, ma una nuova occasione per far incontrare musica, memoria, territorio e comunità.