Imprese, Alessandria cresce ma resta sotto la media piemontese
Unioncamere Piemonte fotografa un sistema imprenditoriale stabile ma prudente. In regione saldo positivo di 1.872 aziende, mentre Alessandria registra una crescita dello 0,26%, inferiore alla media regionale
ALESSANDRIA – Il tessuto imprenditoriale del Piemonte continua a crescere, ma con un ritmo contenuto. È quanto emerge dal bilancio del secondo trimestre 2026 elaborato da Unioncamere Piemonte. Che evidenzia una sostanziale tenuta del sistema economico regionale, frenato però dall’incertezza dei mercati internazionali, dall’aumento dei costi e dalla cautela negli investimenti. Anche la provincia di Alessandria chiude il trimestre con un segno positivo, ma registra una crescita inferiore alla media piemontese.
Tra aprile e giugno sono nate in Piemonte 5.708 nuove imprese, 41 in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le cessazioni, al netto delle cancellazioni d’ufficio, sono state 3.836, con un incremento di 54 unità rispetto all’anno precedente. Il saldo complessivo è quindi positivo per 1.872 imprese, portando a 416.694 il numero delle aziende registrate nelle Camere di commercio piemontesi. Il tasso di crescita regionale si attesta allo 0,45%, leggermente inferiore alla media nazionale (0,56%).
Alessandria cresce dello 0,26%
Per quanto riguarda il territorio alessandrino, la crescita si ferma allo 0,26%, valore che colloca la provincia nella parte bassa della graduatoria regionale. Pur essendo la terza provincia piemontese per numero di imprese, con un’incidenza del 9,1% sul totale regionale, Alessandria cresce meno della media piemontese. E resta alle spalle di Novara (+0,63%), Torino (+0,52%), Cuneo (+0,40%), Asti (+0,36%) e Vercelli (+0,35%). Solo Verbano-Cusio-Ossola (+0,25%) e Biella (+0,16%) fanno registrare incrementi inferiori.
A sostenere la crescita sono soprattutto gli Altri servizi, che segnano il miglior risultato (+0,97%) e rappresentano il comparto più consistente del sistema imprenditoriale regionale. Positivi anche turismo (+0,77%) e costruzioni (+0,54%), mentre l’industria cresce più lentamente (+0,26%) e l’agricoltura rimane sostanzialmente stabile (+0,01%). Il commercio, invece, è l’unico grande settore a registrare una lieve flessione (-0,02%).
«Serve una scossa di fiducia»
«Il secondo trimestre conferma la tenuta del tessuto imprenditoriale piemontese. Che, pur in un contesto globale incerto, dimostra una solida capacità di resistenza, trainato dalla vitalità dei servizi e dalle strutture societarie più solide», commenta il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia.
Secondo Coscia, per rilanciare la competitività sarà necessario accelerare sugli investimenti legati alla transizione digitale ed ecologica. Favorendo così politiche capaci di incentivare la nascita di nuove imprese e rafforzare la fiducia degli imprenditori.