È il 1928 e la costruzione del nuovo stadio di Alessandria, in Spalto Rovereto 17, è tra gli obiettivi dei gerarchi alessandrini del regime. Viene costituito un ente sportivo che si prefigge di costruire oltre al nuovo campo di calcio, anche una piscina e una pista d’atletica.
Il progetto del campo elaborato dal geometra Savoiardo, è approvato rapidamente con il nome di Campo dell’Impero. Ma la nomina di Giovanni Selvi come nuovo prefetto, complica le cose perché questi vorrebbe far combaciare la costruzione dello stadio con la realizzazione di un monumento ai caduti, ovvero lo stadio dovrebbe avere un ingresso monumentale con fregi patriottici, un altare votivo e i nomi dei caduti. Nel 1929 viene presentato il progetto della nuova struttura a firma dell’ingegner Bonicelli che dovrebbe chiamarsi Campo della Vittoria. Ma all’improvviso il prefetto viene rimosso e l’ente sportivo ritorna al primitivo progetto, ma con un budget molto ridimensionato.
Il Comune dà un contributo di 200 mila lire e la concessione trentennale del terreno; i lavori sono affidati alla ditta Gandini e finiscono in tempo per la prima di campionato in cui l’Alessandria batte la Roma 3 a 1. L’inaugurazione ufficiale avviene il 28 ottobre 1929, anniversario della Marcia su Roma: lo stadio si chiama Campo Littorio e oltre alle partite di calcio è utilizzato anche per il rugby. Lo stadio nel 1933, per inadempienze da parte del Partito Fascista subentrato all’ente, diventa di proprietà del Comune. L’attuale nome è scelto nel dopoguerra in onore di Giuseppe Moccagatta, imprenditore, politico e dirigente sportivo, presidente dei grigi con il quale l’Alessandria era tornata in serie A, nonché sindaco socialista di Alessandria dal 1945 al 1946.
Confartigianato Alessandria ringrazia sentitamente gli Enti patrocinanti e gli Sponsor che hanno reso possibile la realizzazione del format, ed in particolare la Camera di Commercio di Alessandria-Asti, sempre attenta a tali iniziative di carattere sociale a sostegno del nostro territorio.