Alessandria, Anmic “Sperimentazione Inps senza associazioni”
Società
16 Aprile 2026
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Disabilità

Alessandria, Anmic “Sperimentazione Inps senza associazioni”

Fabbio: “Sistema troppo istituzionale e distante dalle persone. Serve coinvolgimento reale o interverremo”

ALESSANDRIA – Anmic Alessandria, con preoccupazione, richiede un cambio di passo immediato. Una posizione chiara sulla sperimentazione del D.lgs. 62/2024, alla luce della recente risposta della Regione Piemonte a un’interrogazione consiliare.

Secondo l’associazione Anmic, che rappresenta le persone con disabilità, il percorso espone una criticità rilevante. Ovvero, l’assenza delle organizzazioni nei processi decisionali.

«Non posso che esprimere forte perplessità – afferma il presidente provinciale Piercarlo Fabbio – per un’impostazione che esclude le associazioni dai luoghi reali di confronto».

Tra i punti più critici emerge il tema del progetto di vita, uno degli strumenti centrali della riforma.

I dati della fase iniziale indicano una percentuale di rinunce molto elevata, pari al 65% dei casi, segnale di difficoltà nel sistema.

«Quando le persone rinunciano così spesso – sottolinea Fabbio – significa che manca accompagnamento, informazione e consapevolezza».

“Un sistema distante dalla realtà”

L’associazione evidenzia come la sperimentazione sia impostata su un piano esclusivamente istituzionale. Un modello che, secondo l’associazione, rischia di essere formalmente corretto ma poco vicino ai bisogni concreti delle persone con disabilità. «Riproporre questo schema è un errore – aggiunge Fabbio – perché senza il contributo delle associazioni si perde il contatto con la realtà quotidiana».

Nonostante le criticità, l’associazione ribadisce la propria apertura al dialogo. L’associazione si dice pronta a collaborare per migliorare il sistema, ma chiede un coinvolgimento reale nei processi decisionali. Una richiesta che punta a rendere più efficace l’attuazione della riforma.

Associazione Anmic pronta a intervenire a tutela dei diritti

Il messaggio resta però netto: senza cambiamenti, l’associazione è pronta ad agire. «Non assisteremo passivamente – conclude Fabbio –. Interverremo con determinazione ogni volta che emergeranno ostacoli nell’accesso ai diritti».

Per Anmic, quindi, la riforma può rappresentare un’opportunità importante. Ma solo se costruita con il contributo di tutti, mettendo davvero al centro le persone e i loro bisogni.

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