Imprese straniere, crescita anche in provincia di Alessandria: +1% nel 2025
In Piemonte +3%, ma nel territorio alessandrino aumento più contenuto. Costruzioni, commercio e turismo i settori trainanti
TORINO – L’imprenditoria straniera continua a crescere in Piemonte. E conferma il proprio ruolo strategico anche in provincia di Alessandria, dove nel 2025 si registra un incremento dell’1%. A livello regionale le imprese guidate da cittadini stranieri sono salite a 55.434 unità, con una crescita del 3,0% . Mentre il resto del sistema imprenditoriale segna una flessione dell’1,2%.
Nel panorama piemontese, la provincia di Alessandria rappresenta il 9,1% delle imprese straniere, confermandosi uno dei territori più rilevanti dopo Torino e Cuneo. La crescita locale, pari al +1,0%, appare più contenuta rispetto ad altre province come Cuneo (+5,7%) e Novara (+4,8%), ma comunque positiva. Un dato che evidenzia una tenuta del tessuto imprenditoriale straniero anche in un contesto economico complesso.
Un pilastro per l’economia locale
A livello regionale, l’imprenditoria straniera rappresenta oggi il 13,3% del totale delle imprese, un valore in costante aumento rispetto al 9,4% del 2016. Secondo Massimiliano Cipolletta, vicepresidente di Unioncamere Piemonte, si tratta di un vero e proprio pilastro strutturale dell’economia.
«Non assistiamo solo a una crescita numerica – sottolinea – ma a un rafforzamento qualitativo, con un passaggio verso modelli societari più strutturati».
I settori trainanti anche nel territorio
Anche in provincia di Alessandria, come nel resto del Piemonte, i principali ambiti di sviluppo sono:
- Costruzioni, che rappresentano il settore con la maggiore presenza di imprese straniere.
- Commercio e servizi, che coprono oltre il 45% delle attività.
- Turismo, in forte crescita e sempre più strategico per l’economia locale.
In particolare, il turismo registra un incremento del +4,7%, confermandosi uno dei comparti più dinamici.
Dal punto di vista giuridico, le imprese straniere restano in gran parte ditte individuali (79,1%), ma cresce il peso delle società di capitale, salite al 13,6%. Un segnale di evoluzione verso modelli più solidi e organizzati, in grado di garantire maggiore stabilità e sviluppo.