Carandini, Bastoni e l’educazione dei giovani
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enrico bussetti 
16 Febbraio 2026
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La riflessione

Carandini, Bastoni e l’educazione dei giovani

Il dirigente scolastico disquisisce su Inter-Juventus, cita Torquato Accetto e parla di "pessimo insegnamento che a volte diventa abitudine".

VALENZA – Tutto si può dire, nello scenario cittadino valenzano, di Maurizio Carandini, tranne che sia uno che esita ad esporsi. Questa volta, per parlare in realtà di giovani e insegnamenti, è partito addirittura da uno degli argomenti più discussi in assoluto su scala nazionale: la discussa seconda ammonizione di Pierre Kalulu in Inter-Juventus. Per chi non masticasse calcio: lo juventino, già ammonito, è stato espulso dopo un contatto con Alessandro Bastoni dell’Inter, giudicato da gran parte dell’opinione pubblica molto lieve e volutamente esagerato dallo stesso Bastoni, che ha poi esultato alla vista del provvedimento.

La riflessione del dirigente dell’istituto Borsellino, affidata come di consueto al portale della scuola e al suo profilo personale su LinkedIn, arriva alle vicende del Derby d’Italia partendo da ben più aulici riferimenti. Il trattato Della dissimulazione onesta di Torquato Accetto, composto dal poeta durante la dominazione spagnola in Italia, viene infatti confrontato alla volgare simulazione calcistica, definita «falsa e malvagia».

Un «pessimo insegnamento»

Carandini, che precisa di non essere tifoso né appassionato di calcio, ricorda un episodio di una partita giovanile, in cui sentì l’allenatore suggerire «Appena ti toccano, buttati a terra e fai finta di esserti fatto male» e paragonandolo al comportamento tenuto da Bastoni.

«Sono poco interessato alle vicende calcistiche, ma molto interessato all’educazione dei giovani. Già fatico a comprendere i contratti milionari che legano giocatori alle varie società, ma la menzogna no, quella non la capisco proprio. Mi piace pensare che la società interista invii formali scuse al povero arbitro indotto in errore, alla squadra avversaria e, perché no, multi severamente il buon Bastoni per aver simulato il fallo e per “castigo” fargli imparare quasi a memoria il trattatello di cui sopra».

In chiusura, Carandini ha definito il «buttati a terra e grida» un «pessimo insegnamento che a volta diventa abitudine nella scuola e nella vita».

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