Pomodoro da industria: Alessandria al centro del confronto sul Nord Italia
Economia
13 Febbraio 2026
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La discussione

Pomodoro da industria: Alessandria al centro del confronto sul Nord Italia

Al coordinamento Confagricoltura di Parma la rappresentanza alessandrina ribadisce la linea: servono regole stabili e parametri oggettivi per tutelare il lavoro agricolo

PARMA – Si è riunito a Parma il coordinamento del pomodoro da industria del Nord Italia di Confagricoltura. Presenti anche i referenti territoriali delle principali province produttrici. Un appuntamento cruciale in vista della prossima campagna, che si apre però in un clima di incertezza. A partire dall’assenza di un accordo quadro già definito con l’industria di trasformazione.

Al tavolo era presente anche la rappresentanza di Alessandria, prima provincia del Piemonte per la coltivazione del pomodoro da industria. Oltre 3.500 gli ettari coltivati nel 2025, un dato che conferma il ruolo strategico del territorio alessandrino all’interno del distretto Nord Ovest.

Nel corso della riunione è stata analizzata la prima proposta avanzata dall’industria di trasformazione. Una proposta che, nella sua formulazione attuale, non soddisfa la parte agricola. Soprattutto per quanto riguarda la tabella di qualità, lo strumento che definisce i parametri di valutazione del prodotto conferito. I produttori hanno ribadito con fermezza che “la tabella è stata modificata solo lo scorso anno, proprio su richiesta della parte agricola. Obiettivo, renderla più chiara, trasparente e oggettiva. Per questo motivo, non esiste alcuna disponibilità a rimetterla nuovamente in discussione”.

Regole stabili per tutelare il lavoro degli agricoltori

Secondo Confagricoltura, “la tabella di qualità deve rimanere un parametro stabile e oggettivo. Capace di tutelare il lavoro degli agricoltori e di non dipendere da variabili quantitative difficilmente prevedibili prima della fine della campagna”.

Un punto centrale del confronto riguarda proprio la necessità di sganciare i parametri qualitativi dalle quantità prodotte, un dato che negli ultimi anni ha mostrato forti oscillazioni, spesso indipendenti dalle scelte agronomiche degli imprenditori.

Superfici in aumento, ma rese in calo

I numeri del distretto Nord Ovest parlano chiaro. Nelle province di Alessandria, Parma, Piacenza, Ferrara e Mantova, la superficie coltivata a pomodoro da industria è passata da circa 38 mila ettari nel 2021 a 45 mila ettari nel 2025. A fronte di questo incremento, la produzione complessiva è però diminuita, scendendo da 3 milioni di tonnellate nel 2021 a 2,4 milioni nel 2024, ultimo dato disponibile.

In Piemonte l’aumento delle superfici coltivate è stato pari a +8%, mentre nell’Alessandrino, che concentra circa il 90% della produzione regionale, si registrano 3.512 ettari coltivati. Accompagnati però da un calo delle rese di circa il 13% (fonte Confagricoltura Piemonte). Una riduzione di produttività attribuibile in larga parte ai cambiamenti climatici e alla crescente diffusione di fitopatologie. Fattori non prevedibili al momento del trapianto e che rendono ancora più necessario un sistema di regole equilibrato e condiviso.

Accordo quadro: rispetto delle regole e pianificazione rigorosa

Al termine della riunione di Parma, l’intergruppo del pomodoro da industria ha ribadito che” per arrivare alla definizione dell’accordo quadro restano inderogabili il rispetto delle regole comuni e una pianificazione rigorosa“.

Per i produttori alessandrini, protagonisti di uno dei territori chiave del comparto, “la priorità resta difendere certezze e trasparenza. Evitando di scaricare sulle aziende agricole il peso di dinamiche produttive sempre più complesse e condizionate da fattori esterni”.

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