‘Nasorosso’ e la corsa nel Sahara: “Racconto e ascolto storie”
L'avventura lunga 110 km tra le dune del deserto per perorare la causa dell'associazione valenzana 'Piccolo Principe'.
VALENZA – «Mi sentivo benissimo» non è la frase che ci si aspetta di ascoltare dopo 110 km nel deserto del Sahara conclusi in 18 ore e 46 minuti, tempo che è valso il primo posto di categoria e il quinto assoluto. Ma Franco Gallina, in arte ‘Nasorosso‘, assicura che le emozioni positive provate durante l’Ultra Trail Gazelles Sahara lo accompagnano tuttora.
Gallina è uno sportivo dilettante, che ha scoperto la corsa solo da pochi anni. «Fin da subito ho deciso di voler ridare indietro almeno un po’ del sostegno che ricevevo. Quando ho conosciuto l’associazione ‘Piccolo Principe’ non ho avuto dubbi: da un paio d’anni, quindi, porto in giro il mio marchio e il mio nome per raccogliere fondi insieme a loro.» Il naso rosso nasce dalla volontà di avere un segno distintivo, semplice da procurarsi e in grado di strappare un sorriso. «L’ho indossato in prossimità del traguardo di una corsa e da allora mi accompagna.»
Grazie a lui ‘Piccolo Principe’, che offre terapie accessibili e gratuite a bambini affetti da autismo e disabilità cognitive, è arrivata anche nel deserto tunisino. «Avevo già fatto altre gare desertiche, ma questa è stata speciale. Siamo partiti al mattino con temperature vicine allo 0, che sono arrivate intorno ai 20 gradi col passare delle ore per poi raffreddarsi nuovamente la sera. Anche il terreno non ha aiutato: tante dune e saliscendi che tagliavano le gambe. Ma quello che mi resta sono state le storie che ho ascoltato: ho corso senza cuffie, come faccio di solito, e ho avuto l’opportunità di conoscere un ragazzo con cui abbiamo condiviso le reciproche esperienze. È il bello di avventure come questa». Una curiosità: niente gel per ‘Nasorosso’ durante questa corsa, solo «il pane arabo, l’olio e il tè verde che ci hanno preparato gli abitanti del luogo, gentilissimi».
Al termine della corsa Gallina (franconasorosso su Instagram) ha avuto l’opportunità di parlare della sua storia e della causa che sostiene, invitando a seguire via social sviluppi e novità sulle sue prossime avventure.