Orafo-gioielliero, Alessandria torna sul podio dell’export: terza in Italia con 1,64 miliardi e crescita record
Economia
14 Gennaio 2026
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Orafo-gioielliero, Alessandria torna sul podio dell’export: terza in Italia con 1,64 miliardi e crescita record

L’Area Studi Mediobanca certifica il recupero del distretto alessandrino: +18,9% nei primi nove mesi del 2025, in controtendenza rispetto al calo nazionale. Alessandria supera Milano e rafforza il suo ruolo strategico nel panorama orafo italiano

ALESSANDRIA – L’Area Studi Mediobanca ha pubblicato la seconda edizione dell’indagine sul settore orafo-argentiero-gioielliero in Italia. Analizzando i dati finanziari dei 101 principali operatori del comparto, ciascuno con un fatturato superiore ai 19 milioni di euro. Dallo studio emerge con chiarezza il ritorno di Alessandria tra i protagonisti assoluti del settore.

La provincia piemontese riguadagna il terzo posto nella classifica nazionale dell’export orafo. Con un valore pari a 1.641,9 milioni di euro, che rappresentano il 16,8% del totale nazionale. Un risultato ancora più significativo se si considera la dinamica di crescita: +18,9% nei primi nove mesi del 2025, in netta controtendenza rispetto alla media italiana, che registra invece un calo del 14,5%.

Il sorpasso su Milano, che scivola in quarta posizione con 910,3 milioni di euro (9,3% del totale), conferma il consolidamento del ruolo di Alessandria come uno dei principali hub dell’oreficeria italiana.

Svizzera prima destinazione, boom dell’export

L’export orafo alessandrino si concentra fortemente su pochi mercati chiave. Le prime cinque destinazioni coprono il 74,3% delle esportazioni, pari a circa 1,22 miliardi di euro. A seguito di scelte logistico-commerciali operate da importanti player del settore, la Svizzera diventa il primo sbocco commerciale, con il 26,0% dell’export provinciale (circa 427 milioni di euro). Superando l’Irlanda, che scende al secondo posto con il 24,0% (circa 394 milioni).

Il dato più eclatante riguarda proprio la Svizzera, verso cui l’export registra un boom del +447,5%. Mentre l’Irlanda segna un -19,4%. Perdono terreno anche Francia (-11,7%) e Hong Kong, che resta il quinto mercato ma con un calo del 27,2%. In controtendenza crescono invece gli Stati Uniti (+6,0%) e soprattutto la Cina, che diventa la sesta destinazione con circa 52,7 milioni di euro e un incremento del +30,2%.

Il quadro piemontese e la riconfigurazione logistica

Nel contesto regionale, spicca anche il risultato di Torino, che si colloca al quinto posto nazionale con 283,4 milioni di euro di export (2,9% del totale italiano) e registra un vero mini-boom del +157,3%. Un dato che conferma una tendenza già osservata negli ultimi anni. Al calo di Milano fa spesso eco la crescita della provincia di Torino, segnalando una riconfigurazione degli snodi logistico-commerciali tra le due aree limitrofe.

Alessandria, in questo scenario, rafforza ulteriormente la propria centralità, beneficiando di strategie industriali e commerciali che stanno ridisegnando la geografia dell’export orafo italiano.

Il panorama nazionale dell’export orafo

A livello nazionale, Arezzo mantiene saldamente il primo posto con 3.636,3 milioni di euro di export, pari al 37,2% del totale. Pur registrando una flessione del -31,7%. Vicenza si conferma al secondo posto con 1.894,6 milioni di euro (19,4% del totale) e una crescita del +5,8%. Le prime quattro province – Arezzo, Vicenza, Alessandria e Milano – concentrano complessivamente l’82,7% dell’export orafo italiano. Evidenziando quindi un settore fortemente polarizzato ma in fase di riorganizzazione.

Il ritorno di Alessandria sul podio nazionale rappresenta dunque un segnale forte per l’economia del territorio e per l’intero comparto orafo piemontese. Un segnale che dimostra capacità di adattamento, competitività internazionale e resilienza in una fase complessa per il mercato globale.

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