Pac 2028-2034, Coldiretti: “Più risorse agli agricoltori italiani, stop ai tagli e no al Mercosur”
Dieci miliardi in più per il settore primario: “Un risultato impensabile che ribalta la linea Von der Leyen. Ora servono certezze normative e meno burocrazia”
ALESSANDRIA – Un risultato definito “impensabile” fino a pochi mesi fa, che riporta 10 miliardi di euro in più nelle casse del settore agricolo italiano rispetto all’attuale programmazione. È il giudizio di Coldiretti sull’annuncio relativo alle risorse destinate alla Pac 2028-2034. “Frutto – sottolinea l’organizzazione – di mesi di mobilitazioni in Italia e a Bruxelles. Compresa quella dello scorso 18 dicembre nella capitale belga, alla quale ha partecipato anche una numerosa delegazione della provincia di Alessandria“.
“L’incremento di un miliardo rispetto alla programmazione in corso segna – secondo Coldiretti – un netto passo indietro rispetto al tentativo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di ridurre i fondi agli agricoltori“. Scelta definita “folle” dall’organizzazione. Parallelamente, Coldiretti ribadisce la richiesta di “azzerare il dazio sui fertilizzanti introdotto attraverso il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (Cbam). Che pesa sui costi di produzione delle imprese agricole”.
“Ora atti chiari e vincolanti”
“Ora agli annunci devono seguire atti legislativi chiari e vincolanti – afferma Mauro Bianco, presidente di Coldiretti Alessandria –. Atti che garantiscano senza discrezionalità che queste risorse siano realmente destinate alla difesa del reddito degli agricoltori. È inoltre molto importante la modifica che consente di utilizzare per gli agricoltori il 10% del Fondo unico, pari a circa 48 miliardi di euro. Un punto che Coldiretti ha posto fin dall’inizio al centro del confronto con il Governo italiano e nelle sedi europee”.
“La Pac non è fatta solo di risorse, ma anche di regole – aggiunge Roberto Bianco, direttore di Coldiretti Alessandria –. Per questo va sventato ogni tentativo di rinazionalizzazione della politica agricola comune. Continueremo a vigilare affinché non vengano introdotti ostacoli tecnici e burocratici che impediscano il pieno utilizzo dei fondi assegnati alle imprese agricole. La nostra diffidenza verso l’alta tecnocrazia di Bruxelles resta alta”.