Nizza 14 luglio 2016: la forza della libertà
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Nizza 14 luglio 2016: la forza della libertà

Città di bellezza e di fratellanza, aperta e accogliente, sfregiata da un esaltato travestito da martire. Un massacro annunciato che ci aspettavamo, qui o da un’altra parte. L’importante è colpire un mondo che detestano. Questa è la loro strategia e la mettono in atto senza problemi, sentendosi eroi, orgogliosi di massacrare donne, bambini, uomini

Città di bellezza e di fratellanza, aperta e accogliente, sfregiata da un esaltato travestito da martire. Un massacro annunciato che ci aspettavamo, qui o da un?altra parte. L?importante è colpire un mondo che detestano. Questa è la loro strategia e la mettono in atto senza problemi, sentendosi eroi, orgogliosi di massacrare donne, bambini, uomini

OPINIONI – Amo Nizza, questa città dove da sempre mi piacerebbe vivere. Amo le sue strade, la Promenade e la spiaggia, i vicoli, la gente, i vide grenier, quei mercatini a basso costo dove puoi acquistare vestitini per neonati a prezzi irrisori. Amo l’atmosfera di accoglienza, la sua francessima italianità, la sensazione di trovarti a casa e quella di vivere in una città proiettata verso il futuro con i tram silenziosi che attraversando Place Massena abbassano i trolley perché qui, per non deturpare l’ambiente, non ci sono i fili elettrici e allora bisogna usare le batterie in dotazione.

Nel libro che sto scrivendo, il commissario Piazzi è coinvolto in un’indagine che avviene proprio a Nizza e in queste pagine ho cercato di immaginarla come doveva essere negli anni Sessanta, nei quali si svolge la storia. E ancora più indietro, nel ’44, quando il 28 agosto di quell’anno si è liberata da sola dei nazisti e dei residui di fascisti italiani che ancora la occupavano.

Città di bellezza e di fratellanza, aperta e accogliente, sfregiata da un esaltato travestito da martire. Un massacro annunciato che ci aspettavamo, qui o da un’altra parte. L’importante è colpire un mondo che detestano. Questa è la loro strategia e la mettono in atto senza problemi, sentendosi eroi, orgogliosi di massacrare donne, bambini, uomini, spesso della loro stessa religione, asserviti a un’idea doppiamente odiosa, che incita all’odio e che per questo viene odiata.

A noi pare una contraddizione che non porta da alcuna parte, per loro è un moltiplicatore positivo, odio chiama odio, all’infinito. Ciò che vogliono. In Medio Oriente stanno perdendo lo scontro in campo aperto e, quindi, moltiplicano gli attacchi portati a casa del nemico. Per attuare questa strategia utilizzano lupi solitari. Sono attacchi difficili da prevenire, che costano poco -la vita dell’attentatore, spendibile senza rimpianti, e poco più- mentre i risultati sono incommensurabili. Obiettivo strategico: scatenare la paura.

Colpiscono la libertà della bellezza, come a Palmira, la libertà di gioire, come a Parigi, la libertà di muoversi, come a Bruxelles. Questa notte hanno colpito la libertà di accogliere e convivere la bellezza, il movimento, la gioia. A Nizza, nel giorno della Libertà.

Che fare? Certamente non abbassare la difesa, ma altrettanto certamente entrare nella logica che questa è una guerra che dobbiamo combattere tutti perché può colpire chiunque, ovunque. Una guerra che va combattuta sul piano morale, come su quello militare e dell’intelligence.
Una guerra che può essere vinta se non cadiamo nella trappola: vogliono dividere, allargare la frattura fra noi e coloro che arrivano per cercare sollievo alle violenze e un futuro migliore per i loro figli, nient’altro che ciò che anche i nostri emigranti andavano cercando.
Dobbiamo essere fermi, risoluti, attenti. E coesi: se restiamo uniti vinceremo l’odio. Dobbiamo imparare a gestire tutti insieme la crisi. Non è facile in un paese che si impoverisce, che vede crescere il numero dei non occupati e diminuire quello degli iscritti all’università, che deve fronteggiare malgoverni e corruzione diffusa, che non riesce a trovare una ragione per cui reagire, che prova una rabbia crescente di fronte all’immobilismo sempre uguale a se stesso.

Tuttavia operare attivamente per non farli prevalere può essere un legame più forte di ogni strategia militare. Il tempo delle scelte è venuto: da una parte bellezza, gioia di stare insieme, solidarietà ed eguaglianza, una visione condivisa di crescita senza violenza, di accoglienza in cambio di un sorriso di gratitudine, la base della convivenza futura. Dall’altra solo morte.

Dobbiamo coinvolgere in questa battaglia epocale anche i destinatari del messaggio dell’odio. I musulmani che vivono fra noi non possono sentirsi neutrali, non possono continuare a fingere che dietro la violenza di celi un oscuro complotto sionista-americano. Devono, come noi, fare una scelta.

Non facciamo vincere i terroristi: sono stupidi, gretti e accecati dall’odio, si sentono martiri e sono solo vittime essi stessi di assassini lucidi e razionali, gelidi come i nazisti, totalmente disumani, che li mandano a morire e a massacrare donne e uomini innocenti. Dietro, a manovrare i fili come burattinai, ci sono potentati economici, petrolieri, fabbricanti e mercanti d’armi. Altro che leader spirituali e martiri: ci sono solo mandanti spietati e assassini inconsapevoli. La bellezza della vita deve trovare l’unità e la forza per schiacciarli.

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