Lotta alle zanzare: “serve la collaborazione dei privati”
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Lotta alle zanzare: “serve la collaborazione dei privati”

Il comune di Alessandria ha portato avanti anche per il 2015 la lotta integrata alle zanzare, in collaborazione con altri 25 comuni e la Regione Piemonte che, però, deve ancora rimborsare 100 mila euro per gli anni precedenti. I focolai sono soprattutto nelle risaie del pavese: “possiamo intervenire limitatamente, sulle rotte migratorie. Anche i privati dovrebbero fare la propria parte ma vanno informati”

Il comune di Alessandria ha portato avanti anche per il 2015 la lotta integrata alle zanzare, in collaborazione con altri 25 comuni e la Regione Piemonte che, però, deve ancora rimborsare 100 mila euro per gli anni precedenti. I focolai sono soprattutto nelle risaie del pavese: ?possiamo intervenire limitatamente, sulle rotte migratorie. Anche i privati dovrebbero fare la propria parte ma vanno informati?

SOCIETA’ – Anche le zanzare hanno le loro “circonvallazioni” ed è lì che i tecnici Ipla le attendono, ogni sera, per respingerle. Non è una metafora ma è il sistema di lotta integrata che l’istituto regionale per l’ambiente ha adottato quest’anno per arginare il problema zanzare.
Il comune di Alessandria ha aderito anche quest’anno al programma regionale: 40 mila euro i fondi investiti e, altrettanti, dalla Regione. Oltre al capoluogo hanno aderito anche altri 24 comuni della Provincia. Ma, quest’anno, debellare le zanzare è apparso più difficile per una serie di fattori illustrati dal tecnico Asghar Talbalaghi davanti alla commissione Sicurezza e Ambiente, convocata dal presidente Daniele Coloris.

Intanto, il fattore clima. Un’estate particolarmente calda e umida ha favorito il proliferare dell’insetto: il direttore di Arpa Alessandria, Alberto Maffiotti, ha infatti confermato come le temperature medie di luglio 2015 siano di quattro gradi superioria quelle dello stesso periodo negli ultimi venti anni. Il mese di giugno non è stato da meno, anche se la media ventennale è stata superata solo di un grado. Condizioni climatiche, favorite dall’assenza di pioggia e di un tasso di umidità che ha sfiorato il 90% a Lobbi che non hanno certo aiutato la lotta.

Poi, il mancato intervento da parte della Regione nella zona delle risaie, di fatto annullato per l’anno in corso. E’ ben vero, spiega il tecnico, che l’alessandrino risente maggiormente della vicinanza delle risaie lombarde, nell’Oltrepo pavese. “Le zanzare percorrono fino a 50 chilometri al giorno, spostandosi da una zona all’altra. I focolai, dove è possibile intervenire con la lotta biologica, si trovano soprattutto nelle risaie. La nostra unica possibilità è quindi intervenire sulle zanzare adulte, con la lotta chimica, bloccandole durante gli spostamenti.”
E’ stata individuata una sorta di “circonvallazione delle zanzare” (nella foto a destra) lungo gli argini del Po, all’interno del territorio del Parco Naturale, dove ogni sera “venti minuti durante il tramonto e cinquanta minuti dopo”, i tecnici attendono gli sciami di zanzare per bloccarne l’avanzamento. “Un sistema che sta dando buoni risultati”, dice Talbalaghi.
Un’altra zona di intervento è il canale Carlo Alberto ad Alessandria: “qui le difficoltà stanno però nell’accessibilità al canale che in alcuni punti è impossibile”.

Occorrerebbe fare uno sforzo in più e l’intento è quello di procedere il prossimo anno, “visto che, usciti dalla fase di dissesto è possibile tornare ad investire, seppure in minima parte”, assicura l’assessore Claudio Lombardi. Molti focolai in loco sono infatti situati nei giardini e nei terrazzi dei privati, dove l’ente pubblico non può entrare. “Basta un annaffiatoio lasciato in giardino con acqua dentro perchè vi si annidino le zanzare”, spiega Talbalaghi.
Negli anni passati, era stato fatto un lavoro di sensibilizzazione e informazione “porta a porta”, per spiegare ai cittadini quali siano i comportamenti corretti da adottare. Ma servono risorse, che, almeno per quest’anno, ancora non ci sono.
“Non abbiamo mai abbandonato la lotta biologica alle zanzare – dice ancora Lombardi – quest’anno abbiamo investito 40 mila euro, proprio perchè riteniamo la problematica importante. Abbiamo sempre anticipato i fondi anche per la Regione, la quale mi risulta ci debba ancora 100 mila euro per gli anni 2011, 2012”.

“E’ ovvio che maggiore è il numero di comuni che aderiscono, migliori sono i risultati. Novi,ad esempio – dice ancora il tecnico – pur essendo tra i comuni fondatori del programma, quest’anno non ha partecipato”.
C’è però chi, come il comune di Piovera, ha adottato un semplice provvedimento,da prendere in considerazione: coprire i tombini, altro punto in cui si annidano gli insetti, con reti anti zanzara.

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