La feccia che ci è sorella
Salvini è un uomo dalle poche qualità, ma quando parla ci mette la faccia e non teme nemmeno il ridicolo. Anzi se ne fa vanto, cercando in tutti i modi di apparire peggiore di quanto probabilmente non sia
Salvini è un uomo dalle poche qualità, ma quando parla ci mette la faccia e non teme nemmeno il ridicolo. Anzi se ne fa vanto, cercando in tutti i modi di apparire peggiore di quanto probabilmente non sia
OPINIONI – Scrivo questa breve nota mercoledì 17 giugno 2015, giorno in cui Matteo Salvini ha espresso il suo dissenso rispetto alle opinioni espresse da Papa Francesco sulla questione dell’accoglimento dei migranti.
“Mi piaceva, [il papa], ma ora boh boh”, ha detto. Salvini è un uomo dalle poche qualità, ma quando parla ci mette la faccia e non teme nemmeno il ridicolo. Anzi se ne fa vanto, cercando in tutti i modi di apparire peggiore di quanto probabilmente non sia. Sotto la maschera di persona obbligata dalla forza delle cose a comportarsi da cattivo ha costruito la sua fortuna politica ben sapendo che, quanto più si mette i panni dell’arrogante, tanto maggiore è il consenso che ottiene fra quelle molte persone che la pensano come lui senza possedere pari spregiudicatezza. Non è ipocrita, ma per vincere si presta a condividere ogni bassezza, inconsapevole del fatto che le sue smargiassate sono utilissime a figuri ben più furbi e scafati di lui.
Se Salvini non ci fosse, costoro dovrebbero uscire allo scoperto e prendere il suo posto apertamente. Così, invece, intervengono a posteriori, “costretti” ad assumere posizioni che dicono di non condividere, necessitati, ma storcendo il naso, a sporcarsi le mani con la piaga purulenta delle migrazioni di massa che turbano l’inquieta Europa, sempre di più violata nelle sue radici ideali da partiti di estrema destra, quando non apertamente fascisti e nazisti. Non più accoglienza, fratellanza, condivisione, ma respingimenti, blocchi navali, campi profughi come quelli palestinesi, turchi, africani. Niente quote fisse, ma linea dura. Se non bastasse potremo sempre affondare barconi, bombardare villaggi, colpire per sbaglio carceri entro cui sono serrati i migranti. Fuoco amico che uccide come quello nemico, ma meno dignitoso perché previsto e messo in conto prima di far levare in volo ogni singolo aereo.
Fino a ieri i popoli che arrivavano dal mare erano clandestini, poi per breve tempo sono diventati migranti, oggi sono divisi fra pochi profughi con diritto d’asilo e una immane feccia umana da respingere in quanto priva del diritto di ricevere anche solo un permesso di soggiorno. Una feccia umana che abbiamo creato noi europei in secoli di sfruttamento, di schiavismo, di colonialismo cieco e avido. Andavano bene per morire in guerra sotto le nostre bandiere, italiane, francesi, inglesi, spagnole eccetera. Le loro donne erano belle e misteriose o più prosaicamente faccette nere buone da fotografare ignude per le cartoline che i nostri portatori di civiltà spedivano alle mogli e alle madri, in trepida e fiera attesa. Oggi neanche più questo. Fanno schifo e non possono stare per strada, nelle stazioni o nelle tendopoli davanti alle stazioni. Di loro non ce n’è nemmeno uno in mostra all’Expo. Oggi neanche sugli scogli di confine. Nessuno andrà a scuola, troverà un lavoro, una casa. Feccia della cui esistenza quelli come Salvini ringraziano la loro buona sorte. Senza di essa nessuno in Europa si sognerebbe di seguire leader usciti dalla storia nera del Continente, spazzati via, ma mai estinti.
Salvini non chiede perdono perché ritiene di essere nel giusto. Anche i nazisti ritenevano che Dio fosse con loro e i cappellani militari benedicevano le camicie nere italiane e quelle azzurre di Franco. Per quanto sia lontano da ogni idea religiosa, non posso fare altro, in un momento tanto critico per la nostra civiltà e la nostra storia, che prendere posizione apertamente al fianco dell’unico potente della Terra che ha il coraggio morale di affermare che le persone che sbarcano sulle nostre spiagge sono “fratelli e sorelle che cercano rifugio lontano dalla loro terra, che cercano una casa dove poter vivere senza timore, perché siano sempre rispettati nella loro dignità”. Se non ci affrettiamo a comprendere cosa sta succedendo resteremo stupiti dal male che ne verrà, perché la storia finisce sempre per procedere senza interessarsi delle persone e dal male non può che derivare male.