Politica
Il commento
Il deputato alessandrino attacca il testo in discussione alla Camera: "Nessun confronto con le opposizioni, contiene criticità costituzionali e allontana ancora di più cittadini ed eletti"
26 Giugno 2026
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14:23
ROMA – «Una legge elettorale costruita per r ispondere agli interessi del centrodestra e non a quelli del Paese». È il giudizio espresso dal deputato del Partito Democratico Federico Fornaro , intervenuto nell'Aula della Camera durante il dibattito sulla riforma della legge elettorale. Secondo il parlamentare alessandrino, la maggioranza avrebbe impedito un vero confronto parlamentare su una materia che riguarda «le regole fondamentali della democrazia». «Il Parlamento ridotto a ratificare decisioni già prese» «La legge elettorale non è una materia arida per soli addetti ai lavori, ma definisce le regole fondamentali della nostra democrazia. Per questo avrebbe richiesto confronto, ascolto e soluzioni condivise», ha affermato Fornaro. Il deputato dem accusa quindi la maggioranza di aver «trasformato ancora una volta il Parlamento in un luogo di ratifica di decisioni già assunte altrove. Nei vertici tra i leader del centrodestra». Fornaro evidenzia come, durante l'esame in Commissione, nessun emendamento presentato dalle opposizioni sia stato approvato. «Avevamo chiesto più tempo per discutere una materia di evidente valenza costituzionale, ma ci è stato negato. La risposta è stata la tagliola sui tempi e sulla discussione degli emendamenti», sostiene. Secondo il parlamentare, "sarebbe stato necessario aprire una riflessione più ampia sul crescente astensionismo. E, anche, sui trent'anni trascorsi dall'abbandono del sistema proporzionale". «Dubbi di costituzionalità» Nel merito della riforma, Fornaro individua diversi punti critici. Tra questi cita « l'indicazione del premier sulla scheda , che ripropone surrettiziamente il premierato incidendo sulle prerogative del Presidente della Repubblica». Oltre ai dubbi sul « premio di maggioranza in misura fissa, sulle liste bloccate che raddoppiano e sul premio nazionale al Senato ». Per il deputato del Partito Democratico il testo non affronta alcune questioni ritenute centrali. Come ad esempio il voto dei fuori sede, la parità di genere e l'introduzione delle firme digitali. «Questa riforma allontana ancora di più cittadini ed eletti. E non risponde alla crisi della partecipazione democratica. Il Partito Democratico continuerà a contrastarla in Parlamento e nel Paese. L'Italia ha bisogno di una legge elettorale che rafforzi la rappresentanza e riavvicini l'eletto all'elettore, non di una riforma dettata da convenienze di parte».