Blog, Cultura & Spettacoli
Il saggio
Ultimo capitolo del ciclo di approfondimenti del professor Maggiora
30 Novembre 2025
ore
08:23
VALENZA - L'ultimo decennio del Millennio, lungi dal generare un'onda di euforia o di brividi di piacere, si profilò invece come un periodo intriso di tensioni e profonde trasformazioni. In particolare, la scena geopolitica fu dominata dalle azioni degli Stati Uniti, affiancati da alcuni alleati, che intrapresero una serie di interventi militari. Queste guerre, spesso devastanti e con esiti catastrofici, non solo causarono distruzioni indiscriminate, ma portarono anche gli stessi belligeranti a sfiorare la rovina, sia in termini di risorse che di consenso internazionale. Troppo spesso, tali conflitti si rivelarono inutili fin dall'inizio, con obiettivi ambiziosi di «esportare la civiltà» e «diffondere la libertà» che si scontravano con la cruda realtà. La democrazia, per quanto un valore fondamentale per molte nazioni occidentali, non è, né può essere considerata, un principio universale né tantomeno assoluto, valido indistintamente per ogni cultura e ogni società. Questa lezione, impartita con il sangue e il dolore, si sedimenterà lentamente nella coscienza collettiva, aprendo un dibattito ancora oggi irrisolto sulla legittimità e l'efficacia dell'ingerenza esterna. Parallelamente a questi tumulti internazionali, l'Italia si preparava ad affrontare una delle sue crisi più profonde e dolorose: l'imminente scoppio di Tangentopoli. Questa inchiesta giudiziaria di proporzioni epocali avrebbe svelato al mondo intero la vastità e la pervasività della corruzione annidata negli ambienti politici. Quella che per il popolo era la sintesi di ogni vizio e la radice di ogni malcontento, la corruzione, sarebbe stata finalmente portata alla luce del sole e sottoposta al giudizio della magistratura. Le conseguenze furono dirompenti e irreversibili: i principali partiti di governo dell'epoca, il Partito Socialista Italiano (PSI) e la Democrazia Cristiana (DC), che avevano dominato la scena politica per decenni, sarebbero stati travolti da un'ondata di scandali e indagini . Con loro, i loro leader carismatici e potenti, figure che avevano plasmato la storia recente del paese, sarebbero stati costretti a uscire di scena, spesso con l'onta della condanna o della vergogna pubblica. Questo terremoto politico avrebbe portato alla dissoluzione del vecchio sistema politico, un'architettura complessa di alleanze, equilibri e compromessi che aveva retto l'Italia del dopoguerra. I partiti «laici minori», che avevano gravitato nell'orbita dei due giganti politici, si sarebbero ritrovati senza punti di riferimento, scomparendo progressivamente dalla scena politica o ridimensionandosi drasticamente, incapaci di adattarsi al nuovo panorama che si andava delineando. La fine del Millennio, quindi, non fu un placido scivolare verso un nuovo inizio, ma un vero e proprio spartiacque, un periodo di profonde lacerazioni e di dolorose, ma necessarie, riforme che avrebbero ridefinito l'identità politica e sociale dell'Italia A Valenza, dopo il congresso comunista del febbraio del 1990 ...