Economia
La preoccupazione
Il latte spot scende a 28-30 centesimi al litro e mette sotto pressione gli allevamenti. Allasia: «Tempesta perfetta sul mercato, servono misure urgenti per evitare prezzi sotto i costi di produzione»
9 Gennaio 2026
ore
14:49
ALESSANDRIA - Il comparto lattiero caseario piemontese attraversa una fase di forte criticità, spinto da una combinazione di fattori che sta mettendo in difficoltà l’intera filiera. Negli ultimi mesi il prezzo del latte “spot” è crollato a livello nazionale fino a 28-30 centesimi al litro . Alimentando così il timore che il ribasso possa riflettersi anche sul rinnovo dei contratti di conferimento scaduti, con il rischio concreto di una crisi generalizzata del settore. Di fronte a questo scenario, Confagricoltura Piemonte ha chiesto all’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni la convocazione urgente di un Tavolo della filiera latte . Esteso anche alla componente industriale. Così da individuare strumenti condivisi in grado di governare una fase di mercato definita «particolarmente difficile». In Piemonte operano circa 1.300 allevamenti da latte , con quasi 230mila capi , e la Regione rappresenta circa il 9% delle consegne di latte a livello nazionale . Numeri che rendono evidente il peso economico e occupazionale del settore. «Ci troviamo di fronte a un’inversione della fase congiunturale che ha colto di sorpresa l’intero segmento produttivo – osserva Enrico Allasia , presidente di Confagricoltura Piemonte –. Fino a pochi mesi fa si registrava una tendenza in crescita, oggi invece lo scenario è radicalmente cambiato». "Tanti fattori tutti insieme" Alla base della crisi, secondo Confagricoltura, si è creata una vera e propria “tempesta perfetta” . Il calo dei consumi dei prodotti trasformati, l’ aumento dell’offerta di latte a livello mondiale, la svalutazione del dollaro, le incertezze legate ai dazi statunitensi e il ritiro o il rallentamento di mercati strategici come quello cinese. Un insieme di fattori che ha portato a una significativa contrazione dell’export e a un surplus di prodotto sul mercato. La richiesta di un tavolo regionale punta proprio a evitare che l’eccesso di latte invenduto produca effetti devastanti sull’intero sistema. «Dobbiamo individuare tutti insieme un percorso per governare questa fase – sottolinea Allasia –. Evitando quindi che si arrivi a prezzi addirittura inferiori ai costi di produzione, una condizione insostenibile per gli allevatori». Tra le prime misure proposte da Confagricoltura Piemonte c’è anche una moratoria sui mutui . Con la sospensione temporanea del pagamento delle rate, per sostenere le aziende che negli ultimi anni hanno investito nell’efficientamento delle strutture produttive. Un intervento ritenuto indispensabile per dare respiro agli allevatori e preservare un comparto che rappresenta un pilastro dell’agricoltura piemontese.