Società
La classifica
La graduatoria parziale che riguarda la nostra regione. Un bel traguardo per la provincia di Alessandria. E c'è ancora tempo per votare
23 Luglio 2026
ore
14:00
ALESSANDRIA - Sta scalando la classifica de “I Luoghi del Cuore” anche l’ottocentesco Forte Bormida di Alessandria, tra le fortificazioni che componevano il grande campo trincerato realizzato per rafforzare il sistema difensivo della città. Il forte faceva parte di una rete di opere capaci di controllare gli accessi lungo i corsi dei fiumi Tanaro e Bormida . Dopo la perdita della propria funzione militare, il complesso ha attraversato un lungo periodo di abbandono che ne ha compromesso la conservazione. Luoghi del Cuore: il bilancio La partecipazione a “I Luoghi del Cuore” nasce dalla volontà di richiamare l'attenzione su un bene poco conosciuto ma di grande valore storico e paesaggistico, promuovendone il recupero e la restituzione alla collettività. Dunque, anche la provincia di Alessandria gioca un ruolo da protagonista nella graduatoria dei Luoghi del Cuore. Da metà maggio sono arrivati già 350.000 voti, tra i quali oltre 62.000 quelli cartacei trasmessi al FAI entro il 6 luglio e conteggiati per questo primo aggiornamento. Per partecipare e contribuire a dare un futuro ai propri “luoghi del cuore” basta un click su www.iluoghidelcuore.it o una firma sui moduli cartacei nei punti di raccolta organizzati dai comitati promotori. Possono essere votati tutti i luoghi che si desidera fino al 15 dicembre. La graduatoria regionale I “luoghi del cuore” ai primi posti della classifica provvisoria in Piemonte : * Abbazia della Sacra di San Michele, Sant’Ambrogio (TO) * Forte Bormida, Alessandria * Ferrovia Torino-Ceres, Ciriè (TO) * Strà Granda Valle Anzasca Piedimulera-Macugnaga Monte Rosa, Macugnaga (VB) * Mulino Vecchio, Bellinzago Novarese (NO). La Sacra di San Michele Leadership regionale, dunque, alla Sacra di San Michele , costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del Monte Pirchiriano, a 40 km da Torino. Dall'alto dei suoi torrioni si possono ammirare Torino e la Val di Susa. Dedicata al culto dell’Arcangelo Michele, è parte della via di pellegrinaggio di oltre 2.000 km che collega Mont Saint-Michel, in Francia, con Monte Sant’Angelo, in Puglia. Da oltre 185 anni è amministrata e custodita dai Padri Rosminiani, che con la loro presenza hanno contribuito alla sua crescita e al suo mantenimento. Nel 1980 Umberto Eco si ispirò parzialmente a questa suggestiva abbazia, in origine benedettina, per ambientare il suo più celebre romanzo, Il nome della rosa . Conserva ambienti di grande importanza storica e artistica, dallo Scalone dei Morti, al Portale dello Zodiaco e una splendida tavola del pittore quattrocentesco Defendente Ferrari. Ancora oggi rappresenta un simbolo identitario per l'intera regione e continua a richiamare visitatori da tutto il mondo e viene votata a ogni edizione del Censimento.