Giovedì 25 Febbraio 2021

I contagi

"Virus, Alessandria è in leggera crescita. Su cifre accettabili"

L'analisi del professor Bianchi dell'Upo 

"Virus, Alessandria è in leggera crescita. Su cifre accettabili"

ALESSANDRIA - Siamo sostanzialmente stabili, con una leggera tendenza alla risalita. Lo sostiene il professor Carluccio Bianchi, docente di Macroeconomia dell’Upo, che nel valutare l’impatto della pandemia da Covid-19 in provincia (e in regione) sottolinea che «ad Alessandria assistiamo a un lieve peggioramento, anche se su numeri che sono ancora accettabili. Proseguisse così, potremmo convivere con il virus, ma bisogna fare grande attenzione, anche perché il passato insegna che le cifre, contenute, si sono spesso trasformate in una crescita esponenziale».

Considerazione sostanzialmente analoghe riguardano il Piemonte, mentre i nostri ‘vicini di casa’ vivono una situazione diametralmente opposta.

Il ‘caso’ Lombardia
«Se analizziamo l’incidenza dei nuovi contagi settimanali ogni 100mila abitanti - chiarisce Bianchi - emerge che in testa alla classifica si conferma l’Italia, a quota 140, ma oramai la Lombardia, che è cresciuta tantissimo in questi giorni, è arrivata a 136. Più staccato il Piemonte, a 117, mentre Alessandria chiude il gruppo, ferma a 90».

Per quanto riguarda la nostra regione, il bilancio dei sette giorni ha segno negativo, ma è una variazione talmente insignificante che si può parlare di situazione stabile. «La regione passa da 5151 a 5082 casi - conferma il docente - quindi 69 in meno e 726 di media al giorno. A trainare, le eccellenti prestazioni di Biella, Cuneo e Novara, mentre Torino va molto male. Deve fare riflettere, e non mi stancherò mai di ripeterlo, la bassa percentuale di asintomatici, sempre fermi al 40%, mentre una prima buona notizia è rappresentata dal tasso di positività, che scende dal 4,6 al 4,1%. Le scuole rimangono sostanzialmente stabili, in attesa di ulteriori verifiche».

Pressione ospedaliera
L’altro dato rassicurante arriva dalle Rsa, perché «la percentuale dei contagi si è dimezzata, era al 5 e ora è al 2,5%, mentre il totale dei decessi settimanali in Piemonte è 131, contro i 156 dell’aggiornamento precedente. Significa 25 in meno, con tasso di letalità al 2,5%. Segnali contrastanti, invece, arrivano dagli ospedali: le terapie intensive, per esempio, nei sette giorni scendono da 148 a 144, quattro in meno, ma nella giornata di ieri sono cresciute proprio di quattro unità. E anche i ricoveri ordinari, calati da 2036 a 1933, quindi di 103 posti, negli ultimi due giorni hanno fatto registrare un preoccupante ‘più’ 44». Il tasso di saturazione delle terapie intensive è al 23% (soglia critica 30%), quello dei ricoveri al 34%, con l’allarme che scatta a quota 40.

L’8 ottobre
Capitolo Alessandria: nella settimana la provincia è cresciuta di 17 contagi, passando da 362 a 379 totali, con una media di 54 casi al giorno. «Settimana scorsa eravamo a 52 - osserva il professore - e il bilancio attuale è condizionato da un numero molto basso, 11, relativo proprio alla giornata di ieri. 11 casi li avevamo registrati l’ultima volta lo scorso 8 ottobre, quando la seconda ondata non era ancora cominciata. Stabili i guariti, 436, i decessi erano 25 nel precedente aggiornamento e oggi sono 22, anche se nelle ultime ore assistiamo a una accelerata. E il tasso di letalità è al 4,6%, sostanzialmente stabile ma sempre superiore al dato del Piemonte. Prospettive? Massima attenzione, le insidie sono molte, a cominciare dalle varianti. E la zona gialla, va ricordato, non significa certo ‘liberi tutti’. Quindi cautela».

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