Lunedì 22 Luglio 2019

Slitta a settembre il processo per l'impresario accusato di omicidio

Sarà giudicato con rito abbreviato l'impresario edile di Valenza accusato di omicidio: con l'auto urtò un orafo sospettato di rivolgere attenzioni alla moglie. Cadendo, l'orafo si ferì alla testa e morì dopo sei mesi di una infezione

Slitta a settembre il processo per l'impresario accusato di omicidio
 CRONACA – L'ultima perizia ha stabilito che Michele Rivoli, impresario edile di Valenza, non è socialmente pericoloso. Sarà quindi giudicato, con rito abbreviato, il prossimo 27 settembre per rispondere dell'accusa di omicidio volontario, per la morte di un orafo di 68 anni, Giuliano Bellini.
L'episodio avvenne a Valenza nel 2015 e solo, dopo una serie di perizie e controperizie, entra nel merito. Quel giorno, in via Cairoli, a Valenza, sbarrò la strada con la sua auto al Bellini, il quale cadde sbattendo la testa.

Rivoli temeva che il 68 rivolgesse “attenzioni” alla moglie. Bellini venne ricoverato in coma e trasferito successivamente per la riabilitazione in un'altra struttura. Morì dopo circa sei mesi. Una prima perizia stabilì che la causa del decesso era una infezione polmonare, contratta in ospedale. Fu fatta una seconda perizia, per stabilire se la polmonite potesse avere qualche collegamento con la caduta. La perizia non chiarì del tutto, ma si evidenziò come l'infezione ebbe terreno fertile in un corpo debilitato. L'accusa, al momento, resta quella di omicidio volontario.La difesa è affidata all'avvocato Laura Mazzolini.

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