Lunedì 22 Luglio 2019

Le fanno credere che la figlia fosse in pericolo di vita per spillare soldi? In due accusati di truffa

Devono rispondere di truffa aggravata due valenzani accusati di aver fatto credere ad una donna che la figlia fosse in pericolo di vita per un malocchio. La truffa sarebbe andata avanti per diversi anni

Le fanno credere che la figlia fosse in pericolo di vita per spillare soldi? In due accusati di truffa
CRONACA – Le avevano fatto credere che su una delle sue due figlie fosse stato lanciato una sorta di maleficio, che poteva essere tolto solo facendo donazioni in denaro in beneficenza o ad un non meglio specificato “esorcista di Genova”.
Dovranno rispondere di truffa aggravata davanti al giudice del tribunale di Alessandria due valenzani, Felice Cagnina e Maria Restivo che, tra il 2007 e il 2015 “spillarono”, secondo l'accusa, un bel gruzzolo ad una donna che frequentavano per lontani vincoli di parentela o amicizia. La vicenda si è conclusa quando la figlia sulla quale gravava la maledizione non avrebbe scoperto tutto ed ha convinto la madre, ora costituita come parte civile al processo, a sporgere denuncia ai carabinieri.

Inizialmente, stando alla documentazione, la prima somma, pari a 28 mila euro, le fu chiesta da Maria Restivo. Chiedeva aiuto per coprire un debito pregresso e, poiché le due donne si conoscevano da tempo, l'aiuto non le venne rifiutato. La somma fu versata, secondo la testimonianza, direttamente a Cagnina. Esaurita la scusa del debito da saldare, le somme successive, fino ad un totale calcolato in 105 mila euro, sarebbero state chieste per togliere il malocchio ad una delle figlie.
Le avevano raccontato che i soldi sarebbero stati dati in beneficenza, secondo indicazioni ricevute da una confraternita di Monza. La volta successiva altri soldi servivano per pagare l'esorcista; poi per compiere un rituale che prevedeva l'acquisto di due portafogli nuovi nei quali avrebbero dovuto essere inseriti i soldi.  Per ottemperare alle richiesta, la vittima fu costretta anche a contrarre un debito presso un istituto bancario.
In aula, le figlie hanno raccontato la loro versione. “Avevo notato che mia madre era sempre più preoccupata. Mi sono allarmata. Alla fine mi ha spiegato il motivo: le avevano detto che la mia vita era in pericolo...Le ho detto che stavo bene, che non mi sarebbe successo nulla e che era meglio andare dai carabinieri”, ha raccontato una delle ragazze. E così fecero.
La vicenda è ora approdata in tribunale, ed è alle battute finali. La prossima udienza, fissata per il 26 marzo, sarà chiamato a testimoniare un teste della difesa (assunta da Monica Formaiano per Cagnina e Manuela Moretto per Restivo) al quale seguirà la discussione. Gli imputati negano di aver sottratto soldi per togliere malocchio e fatture. Se qualcosa fu chiesto, era per pagare a loro volta piccoli debiti. 

EDICOLA DIGITALE

sfoglia

abbonati

Le notizie più lette

Il caso

Cavallette invadono
il paese di Pecetto

12 Luglio 2019 ore 14:49
Maltempo

VIDEO - Grandine sull'A26

09 Luglio 2019 ore 15:40
Maltempo

Piove su tutta
la provincia, ...

15 Luglio 2019 ore 13:27
.