Mercoledì 05 Agosto 2020

Il viaggio

Scapitta pedala in Spagna. Sulle strade degli ultimi

Partenza domani, rientro il 25 agosto: per il valenzano 2400 chilometri, quasi tutti su sterrato

Scapitta pedala in Spagna. Sulle strade degli ultimi

Stefano Scapitta sta per iniziare il suo settimo viaggio in bici, in Spagna, in solitaria

VALENZA - Tutto pronto per la settima spedizione in Spagna, rigorosamente in bicicletta. Stefano Scapitta s'imbarca domani, "da Civitavecchia e non da Genova, perché all'ultimo il traghetto è stato annullato e mi è stato proposto un porto diverso. Ci ho pensato, la situazione non è ancora completamente sicura. Poi ho accettato". Cosa volete che siano 600 chilometri in più per uno che, in Spagna, questa volta  ne farà 2400, dislivello 55mila metri, pedalando, oltre l'80 per cento su sterrato. Su strade dove, magari, per giorni non passa anima viva.

Non per niente l'incassatore orafo valenzano, appassionato delle due ruote, ha chiamato il suo nuovo viaggio "Montanas abandonadas. Las calles de los ultimos", perché il fenomeno dello spopolamento nella Spagna rurale è sempre più diffuso, "e pare non siano stati sufficienti gli incentivi elargiti dal governo. Attraverserò territori con pochi piccoli villaggi, in cui anche per più di 100 chilometri non troverò una fonte per l'acqua. Anche per questo - racconta Scapitta - mi sono attrezzato con una scorta di 4 litri".

Dormirà anche all'adiaccio, ma ha tenda e sacco a pelo tutto caricato sul suo mezzo, che ha battezzato 'Cisco', con la mascotte Willy sul manubrio. "I miei compagni di sempre: avrei voluto pedalare in Marocco, ma in questo anno difficile ho rinunciato e ho pensato di conquistare una zona di Spagna che ancora non conosco. Vorrei anche mandare un messaggio di speranza e di voglia di normalità: in 23 giorni in sella avrò anche molto tempo per riflettere su ciò che abbiamo vissuto e sul futuro".

Appena sbarcato a Barcellona, domenica, Scapitta farà una deviazione sui Pirenei, salendo fino al Monte Perdido, prima di avventurarsi  sulle "strade degli ultimi", "quasi interamente in Aragona". Pronto a filmare e fotografare, per realizzare un report da condividere con chi ama la bicicletta e può capire che, sulle due ruote, non ci sono traguardi impossibili.

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