Domenica 29 Marzo 2020

Unità di crisi

Coronavirus: altri quattro decessi in provincia, i positivi sono 595

Chiusi sette Pronto soccorso in Piemonte per fronteggiare l'emergenza

Coronavirus: altri quattro decessi in provincia, i positivi sono 595

TORINO - Sono 26 i decessi di persone positive al Covid-19 comunicati stamattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 10 in provincia di Torino, 4 nell’Alessandrino, 6 nel Novarese, 3 nel Cuneese, 2 nell’Astigiano e 1 proveniente da fuori regione.

Il totale complessivo è ora di 209 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 66 ad Alessandria, 7 ad Asti, 24 a Biella, 12 a Cuneo, 27 a Novara, 47 a Torino, 12 a Vercelli, 10 nel Verbano-Cusio-Ossola, 4 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

Sono 3.461, invece, i positivi: 595 in provincia di Alessandria, 151 in provincia di Asti, 175 in provincia di Biella, 221 in provincia di Cuneo, 293 in provincia di Novara, 1.556 in provincia di Torino, 203 in provincia di Vercelli, 142 nel Verbano-Cusio-Ossola, 52 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 72 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 280, quelle guarite 8. I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 10.290, di cui 6.263 risultati negativi.

SOSPESA ATTIVITÀ DI SETTE PRONTO SOCCORSO

L’Unità di crisi della Regione Piemonte ha disposto la sospensione dell’attività dei Pronto soccorso di Giaveno, Venaria, Lanzo, Nizza, Borgosesia, Bra e Ceva.

Il provvedimento emergenziale è motivato dalla necessità di liberare professionisti medici per garantire le terapie da prestare ai pazienti Covid, nell’ambito del piano di riorganizzazione dell’offerta sanitaria in Piemonte. «Intendo ribadire che si tratta di sospensioni temporanee e non di chiusure - osserva il commissario straordinario per l’emergenza in Piemonte, Vincenzo Coccolo - La straordinarietà della situazione che ci troviamo ad affrontare impone soluzioni drastiche ed immediate. Chiediamo la comprensione e la collaborazione dei sindaci e dei cittadini. Ogni posto e ogni risorsa sanitaria in più che riusciamo a ricavare, è decisiva per salvare vite umane. Terminata l’emergenza, tutto ritornerà come prima».

 

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