Domenica 29 Marzo 2020

Provincia

Aste deserte, i beni immobili finiranno in un fondo?

l patrimonio alienabile (e finora invenduto) finirà in un fondo immobiliare. All’ente, forse, un anticipo del 30% del valore

Aste deserte, i beni immobili finiranno in un fondo?

ALESSANDRIA - Beni immobiliari in vendita per ‘salvare’ il bilancio della Provincia di Alessandria, ma al mercato ex caserme, colonie e case cantoniere sembrano non interessare. È andata deserta la prima asta bandita da Palazzo Ghilini per l’alienazione del primo stock di immobili, tra cui la colonia di Caldirola, l’appartamento dove ha sede il nucleo ecologico dei Carabinieri di Alessandria, la sede dei Carabinieri di Novi. Tre milioni di euro il valore complessivo che la Provincia sperava di incassare per rispettare il piano di riequilibrio.

«Ce lo aspettavamo - spiega però il dirigente Roberta Bocchino, davanti alla commissione consiliare che si è riunita martedì - La prima asta va quasi sempre deserta, in attesa che i prezzi si abbassino».

Tutto in mano ad una Sgr
A salvare i conti i potrebbe ora arrivare una società di gestione del risparmio (sgr) del Ministero delle Finanze, la Invimit. I beni alienabili dell’alessandrino potrebbero cioè confluire in un fondo immobiliare, partecipato da altri enti, oltre alla Provincia di Alessandria, il quale tenterà di piazzare sul mercato gli immobili, anche attraverso progetti di recupero. Ecco perché il consiglio è stato chiamato ad inserire nell’elenco dei beni alienabili anche altri tre edifici: le caserme dei vigili del fuoco di Casale Monferrato (valutata 390 mila euro), di Ovada (320 mila euro il valore stimato) e di Novi Ligure (238 mila euro).

«Abbiamo avuto in merito un incontro a Roma con l’amministratore delegato di Invimit. È stato individuato un soggetto che sarà il nostro riferimento», ha spiegato Bocchino. Per accelerare i tempi di incasso - visto che quelli di vendita solo lunghi - il fondo potrebbe riconoscere un 30% di anticipo sulle vendite considerate più appetibili. Per il resto, il ricavato andrà diviso in base alle quote di partecipazione al fondo. «I beni della Provincia confluiranno in un paniere che comprenderà anche immobili di altri enti. Alessandria sarà solo uno dei soci», è la premessa.

Quale uso finale?

Un’altra novità sta nel fatto che potranno essere redatti progetti di riqualificazione sulla destinazione degli immobili. «Ad esempio, per la ex caserma Barberino di via Cento Cannoni ad Alessandria, l’ipotesi iniziale era quella di realizzare appartamenti per studenti. Si sta valutando, invece, la destinazioni ad unità abitative per la terza età». Sulla delibera di inserimento nell’elenco dei beni alienabili delle caserme ha dato l’ok anche la minoranza, ma sull’operazione di passaggio al fondo il capogruppo Domenico Miloscio va cauto: «Chiederemo approfondimenti», dice.

E intanto le strade
In attesa del passaggio delle ex statali sul territorio sotto la gestione Anas (probabilmente ad aprile) il consiglio provinciale, sempre nella seduta di martedì, ha approvato il provvedimento di riconoscimento dei lavori pubblici di somma urgenza a seguito degli eventi alluvionali di ottobre e novembre 2019. Ammontano a circa 7 milioni di euro quelli della prima ondata di ottobre e quasi a 8 milioni per quelli di novembre. «Tutti gli interventi, circa 200, sono in corso o già terminati. La rendicontazione puntuale è stata inviata alla Regione affinché venga trasmessa al dipartimento di Protezione Civile per il finanziamento. La Provincia ha una capacità di anticipo di cassa di circa 2 milioni, quindi ci auguriamo che i fondi arrivino al più presto», ha detto il dirigente Paolo Platania. Ben maggiore l’ammontare dei lavori di messa in sicurezza non considerabili di somma urgenza: la stima è di 14 milioni di euro. «Chiederemo al commissario straordinario Cirio che le risorse vengano messe a disposizione il prima possibile».

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